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Swinger Vs BDSM Parte 1

Maestroottanta · 06 Aprile 2026 · 8 min di lettura · 0 commenti ·

Si sa che la gente dà buoni consigli

Sentendosi come Gesù nel tempio

Si sa che la gente dà buoni consigli

Se non può più dare cattivo esempio

Così un Maestroottanta,
mai stato politicamente corretto,

senza filtri e senza più pazienza,

si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutti il giudizio giusto.

Benvenuti, miei cari aficionados, a un altro mio delirio sul nostro fantastico mondo BDSM.

Oggi vi voglio parlare di una cosa che trovo particolarmente fastidiosa e che da anni sento ripetere a proposito del mondo BDSM: ovvero che gli “swinger non hanno il consenso”.
Che poi, detta così, non significa nulla.
Ma prima voglio raccontarvi una cosa.
Sono personalmente swinger da quando, a 19 anni, per festeggiare la maturità andai al mio primo club a Fiano Romano, lo storico Butterfly.
Da lì in poi ho vissuto molto intensamente la realtà swinger, sebbene, parallelamente, iniziassi nelle chat a informarmi e a guardare con ammirazione e attrazione l’ambiente BDSM.

Iniziai così qualche giochetto con gente che incontravo nei club, cose fatte un po’ a caso e disordinate, per poi, nel 2005, entrare attivamente nell’ambiente BDSM italiano.
Qui viene il bello: ho continuato, e da allora continuo a frequentare attivamente entrambi i mondi, il tutto con ormai una certa ilarità e a volte un certo fastidio, quando in un ambiente sento le persone che vi partecipano parlare male dell’altro.
Nel dettaglio, nel mondo swinger, le persone mi dicevano dei pazzi che fanno sadomaso, come persone disturbate che “ Sono solo dei matti che si menano ma non scopano” e dall’altra parte, “Oddio che schifo gli scambisti di merda, molesti e che non hanno il consenso”.
Personalmente da questo tipo di affermazioni, sentite più e più volte, mi sentirei, se fossi una persona sensibile, offeso in entrambi i miei aspetti, ma essendo invece, una persona che ama analizzare, a volte forse in maniera anche eccessiva e maniacale, le ragioni altrui ed i punti di vista, ho cercato di fare un analisi dettagliata.
Facendo oltretutto parte dei due ambienti, la cosa che ho sempre trovato più risibile e quasi grottesca è quella che, per quanto spesso si odino, hanno tantissimi aspetti in comune.
Quindi, ora cerco di analizzare da dove nascono le varie differenze, spiegare a mio avviso quali sono i punti in comune e dimostrare che in fondo, tanta differenza non c’è realmente.
Partendo dal mondo swinger, la ritrosia che c’è verso il BDSM è legata a mio avviso al fatto che, non viene vista una pratica come finita, o finalizzata.
Cerco di spiegarmi meglio, lo swinger spesso non capisce che una pratica BDSM è fine a se stessa o comunque completa e che da una piena soddisfazione a chi la sta eseguendo o subendo.
Viene visto come un “preliminare” quindi, la mancanza spesso di sesso a seguire, è vista come una mancanza, un opera incompleta.
Da qui la frase sentita mille volte, “ma poi scopano ?” rivolta dallo spettatore a chi è li a guardare una sessione, magari di corde o fruste.
Lo swinger infatti, vede nel sesso il core del suo incontro, del suo ambiente, quindi un gioco che non trova il finale nel sesso penetrativo o di gruppo, risulta effettivamente poco comprensibile. Sebbene, questo negli ultimi anni sta diventando sempre meno vero, si vede sempre più frequentemente a feste swinger gente che va per fare esibizionismo senza “ giocare” con altri, o che va per fare amicizia, per conoscere gente affine.
Quindi anche questo mondo come altri è sempre in divenire, quello che era vero 20 anni fa non è detto che sia poi vero oggi.
Dall’altro lato, i BDSMer hanno sempre visto con un atteggiamento di superiorità il mondo swinger, dichiarando spesso che “gli swinger non hanno il consenso”, che come detto in premessa è una frase di poco senso.
In primo luogo dobbiamo chiarire una cosa, nell’ambiente swinger è assolutamente necessario il consenso per “ giocare”, altrimenti, più che feste, sarebbero stupri di gruppo, quindi dire che “non c’è consenso”, oltre a non essere vero, è anche insultante per tutti quelli che vivono il sesso libertino da swinger.
Da dove nasce però quest’idea errata, dal fatto che, una differenza sostanziale, non è tanto nel consenso ma nell’approccio all’altro, che nei due mondi, è molto differente. Mi piace definirle regole d’ingaggio.
Nel mondo BDSM fare pratiche in bella vista è normale, ma si dice che nessuno deve interagire senza chiedere, non deve allungare le mani o interagire in qualsiasi modo interrompendo il gioco altrui.
Nel mondo swinger invece, mettersi a fare sesso in pubblico, in un posto che non è delimitato da cordoni, o tende, o con la porta chiusa, è un implicito invito a farsi avanti. Non significa che tutti possono partecipare, non deve essere un “assalto alla diligenza” ma significa che ti puoi avvicinare con garbo e ad un cenno di dissenso o di accettazione, scansarsi o unirsi al gioco.
Quindi, si approccio sicuramente differente, ma sempre tutto svolto consensualmente.
Uno dei veri problemi, che molti BDSMer hanno vissuto, è legato ai locali.
Ora so che questo potrebbe risultare un po’ fastidioso, pesante ma se dobbiamo dire le cose come stanno, è inutile far finta di nulla.
Molti Club privè, sono legati a vecchie dinamiche, che definirei “singolocentriche”.
Per mille ragioni sociali, ad un certo punto, i club che nascono inizialmente per sole coppie, diventano aperti ai singoli, che pagano cifre importanti.
Cala il costo in coppia e sale quello per il singolo.
Il singolo diventa pretenzioso, molti club, specialmente in anni passati, propongono a coppie che amano giocare con questi, importanti rimborsi spesa, affinché, la serata diventi soddisfacente per tutti.
Questo modo di fare, crea un grosso problema comportamentale, il singolo paga, il singolo pretende, il singolo sostiene l’economia del club, di conseguenza, anche se, ha comportamenti maleducati e a volte, molto molesti, viene tollerato.
Questo è uno di quegli atteggiamenti che ha fatto pendere per l’idea che gli “swinger non hanno il consenso”, perchè effettivamente, se una ragazza gira per un club swinger e uno, due o più singoli la palpeggiano al bar, nei corridoi ecc, e nessuno gli dice nulla, il messaggio che passa è proprio quello che, se ti molestano, è lecito e quindi non c’è il consenso.
Purtroppo se questa è una realtà che è ancora vera in alcuni club, sempre meno per fortuna, è una cosa che è sempre stata non tollerata nelle feste private swinger o nei club “seri”.
D’altro lato la vecchia generazione swinger era poco propensa al dialogo e tendeva molto al “palleggiamento” degli altri per avere una sorta di feedback di ritorno, la scena tipica era “mi avvicino lentamente, allungo una mano verso le parti intime della lei o viceversa e se non mi tolgono la mano, continuo, e questo è un segno di consenso ad iniziare un gioco.” Questo tipo di approccio, molto carnale, sta mano mano, scomparendo, verso una forma di approccio, più parlato, ma anche in questo prima caso, va detto che, l’approccio era, per quanto fisico, sempre comunque esplicito e sostanzialmente consensuale, era un modo di proporsi, condiviso ed accettato, non era una sorpresa del momento. Va però detto che anche qui, tra un certo tipo di approccio, o la palpata molesta, la differenza si è sempre vista e si è sempre evidenziato e la molestia non è ne gradita ne altro. Il problema è di chi l’ha sempre tollerata, ma ribadisco, non tutti.
Il BDSMer però che prova ad affacciarsi al mondo swinger è facile che lo faccia tramite un club e non in una festa privata dove, di solito, sei invitato se già conosciuto, ragione per cui, spesso, fa la pessima esperienza di imbattersi in quello che definirei ad oggi “club di merda”.
Quindi se è vero che ci sono posti, molto discutibili è altrettanto vero che oggi, ci sono molti club seri, feste private, dove la molestia non è assolutamente tollerate e dove il consenso è tale e quale a quello dell’ambiente BDSM.

Chiarito quindi che, a mio avviso, la differenza tra i due mondi non è nel consenso — che esiste in entrambi — ma nelle “regole d’ingaggio”, nell’approccio, nel modo in cui ci si propone all’altro, resta da affrontare un tema che mi sta particolarmente a cuore: gli aspetti comuni tra swinger e BDSM.
Perché, come ho detto all’inizio, questi due mondi che tanto si odiano hanno in realtà tantissimi punti di contatto. Ma questa è materia per il prossimo articolo, visto che questo è già abbastanza lungo.
Per ora mi limito a dire una cosa: fare di tutta l’erba un fascio, ragionare per luoghi comuni, giudicare un intero ambiente sulla base di esperienze negative o di pregiudizi, è sempre cosa poco sensata.
Sia che lo faccia uno swinger verso il BDSM, sia che lo faccia un BDSMer verso gli swinger.
Entrambi i mondi hanno le loro eccellenze e le loro brutture, i loro luoghi seri e i loro “club di merda”, le loro persone rispettose e i loro molestatori.
La differenza non sta nel mondo che frequenti, ma nei luoghi che frequenti.

Vostro,
a cavallo di un rosafante,
tra due mondi,
sospeso.

Maestroottanta

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Maestroottanta

Autore di KinkyItalia.

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